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Processore Apple M1: l’alba di una nuova era?

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La scelta di Apple di cambiare l’architettura dei suoi processori passando ad un nuovo SoC fatto in casa, l’M1, è stata dirompente, e potrà cambiare il futuro dei personal computer spostando tutti gli equilibri. Vediamo come si comporta il nuovo M1, in una sorta di “maratona” live di test e benchmark.

Quella del MacBook Pro con processore M1 non può essere una normale recensione. Cambia il processore, e con lui cambia tutto. Si apre una nuova epoca per Apple e probabilmente per i personal computer. Visti i primi risultati ci aspettiamo che nei prossimi anni molti produttori di notebook, anche per far fronte alla convergenza con le app mobile, decidano di spostarsi su processori di tipo ARM, più efficienti nel rapporto prestazioni consumi.

Il passaggio al processore M1, processore identico per MacBook Air, MacBook Pro e Mac Mini, è stato accompagnato dall’arrivo di macOS 11 Big Sur, disponibile sia in versione per processori Intel sia in versione per i nuovi processori Apple Silicon.

In questi sei mesi molti sviluppatori hanno lavorato per adattare le loro applicazioni al nuovo sistema operativo e alle nuove istruzioni dei processori, e con l’uscita di Big Sur sono arrivate anche le prime app riscritte e ottimizzate per sfruttare al meglio il SoC creato a Cupertino.

Per tutto il resto (o quasi tutto) c’è Rosetta 2, un emulatore che gira in modo trasparente eseguendo le app “legacy” senza problemi di compatibilità. Qualche problema in realtà esiste: Docker, ad esempio, la piattaforma di virtualizzazione a container più famosa al mondo, non è ancora disponibile in versione M1 e non può funzionare emulare, ci sarà da attendere. Non sarà l’unica app, ed ecco perché questa recensione sarà diversa. Crediamo che a pochi interessi davvero sapere se il MacBook è robusto o se lo schermo è bello, né abbiamo parlato mille volte: quello che interessa sapere è se è davvero più veloce, di quanto è più veloce e soprattutto quanto consuma e quanto scalda in determinati ambiti.

Questa prova sarà “live”, inizierà oggi con la fotografia e continuerà nei prossimi giorni aggiungendo test e benchmark su ogni tipo di applicativo, passando dalle foto ai video, dallo sviluppo alla musica, dal 3D al gioco. L’idea è quella di creare una sorta di “Bibbia” di M1, con tutti i risultati in termini di prestazioni confrontati con diversi computer.

I computer scelti per la prova

Il primo computer del  gruppo è un Mac Mini del 2018 con 32 GB di RAM, scelto perché volevamo inserire anche un sistema alimentato a corrente con monitor esterno. Ci abbiamo messo anche un MacBook Pro da 13” del 2017 (Kaby Lake), perché crediamo che i più interessati a cambiare MacBook siano proprio coloro che hanno un computer con un paio d’anni alle spalle. Di fianco a questo ci abbiamo inserito anche un MacBook recente, un MacBook Pro 2020 di fascia alta con processore Intel Core i5 2 GHz di decima generazione e 16 GB di RAM, e infine un notebook Honor MagicBook Pro, con a bordo l’ottimo processore AMD Ryzen 5 4600H, ovviamente solo per le applicazioni che sono disponibili anche per Windows.

Non solo: abbiamo in redazione anche il Pro Display XDR 6K, quindi i test sul Mac Mini e sul MacBook Pro con processore M1 verranno fatti sia con il monitor integrato che con il monitor esterno, elemento che toglie risorse alla GPU.

Il MacBook Pro 2020 con processore Apple M1

Il MacBook Pro con processore M1 del 2020 va a sostituire i modelli entry level della gamma MacBook Pro da 13”, quelli che usavano ancora un processore Intel di ottava generazione.

La scelta è vincolata a due soli modelli, quello da 1.479,00 euro con 8 GB di RAM e 256GB di SSD e quella da 1709 euro con 8 GB di RAM e 512 GB di SSD. Si può poi configurare e personalizzare il MacBook Pro aggiungendo altri 8 GB di RAM, e costa 230 euro in più, o portando i dischi a 1 TB o 2 TB, e ogni salto costa 230 euro.

Criticabile a nostro avviso la configurazione base dei due modelli: entrambi hanno solo 8 GB di RAM, quindi vuol dire che sugli store online e nei negozi fisici si troveranno solo MacBook Pro con 8 GB di RAM. La versione con 16 GB, che dev’essere configurata appositamente, si può quindi ordinare solo negli Apple Store e sul sito di Apple.

Questo vuole ovviamente dire che sarà impossibile avere la versione da 16 GB scontata per le promozioni dei negozi: è un modello che esiste solo se ordinato da Apple.

Avremmo preferito avere una versione 8/256 e una versione 16/512 come setup di partenza.


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Credit: Fonte Esterna

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